Un frutto che ha cambiato il paesaggio, creato lavoro e contribuito a costruire l’identità di un’intera comunità. A San Cono, piccolo borgo del Catanese, il ficodindia non rappresenta soltanto una produzione agricola: è una parte importante dell’economia locale e, sempre di più, una possibilità sulla quale costruire il futuro del territorio.
È con questo spirito che dal 2 al 4 ottobre si svolgerà la 40ª Sagra del Ficodindia di San Cono, presentata nel corso di una conferenza stampa all’Assemblea Regionale Siciliana. Tre giornate che uniranno tradizione, gastronomia, promozione del territorio e approfondimenti dedicati alla filiera.
Quarant’anni non rappresentano soltanto la storia della manifestazione. Coincidono, in buona parte, anche con il periodo nel quale la coltivazione del ficodindia ha compiuto a San Cono un vero salto di qualità, passando da una presenza più spontanea e circoscritta a una produzione specializzata.
A raccontare questa trasformazione è stato il sindaco Cono Calaciura, che ha ricordato come proprio la capacità degli agricoltori di perfezionare le tecniche di coltivazione abbia contribuito alla crescita del comparto.
Tra queste tecniche c’è la scozzolatura, che prevede l’eliminazione della prima fioritura per favorirne una successiva e ottenere frutti più grandi e dalle migliori caratteristiche. «Questa specializzazione l’abbiamo sviluppata a San Cono ed è una cosa che ci ha reso veramente unici», ha sottolineato Calaciura.
Oggi il ficodindia caratterizza profondamente il territorio. Nel solo comune di San Cono, su circa 650 ettari di superficie, quasi 150 sono occupati da ficodindieti. Considerando l’intero comprensorio, che comprende anche Piazza Armerina, Mazzarino e San Michele di Ganzaria, si arriva a circa 2.500 ettari coltivati, con una produzione annua stimata intorno ai 400 mila quintali.
Numeri dietro i quali c’è un’economia che negli anni si è allargata ben oltre i campi. Alla produzione agricola si sono affiancate attività di lavorazione, confezionamento, imballaggio e trasformazione del frutto, creando un indotto e nuove opportunità di occupazione.
«Una volta non c’era nessun capannone dove si lavorasse il fico, adesso ce ne sono tantissimi», ha ricordato il sindaco, evidenziando il cambiamento avvenuto nel paese nell’arco di pochi decenni.
Ed è soprattutto sui giovani che San Cono prova adesso a costruire il prossimo capitolo della sua storia. In un territorio che, come tanti piccoli centri siciliani, deve fare i conti con lo spopolamento, l’agricoltura può rappresentare una ragione per restare.
«Negli ultimi anni abbiamo visto che i giovani sono sempre più interessati – ha spiegato Calaciura –. I ragazzi a volte vanno via, ma molti rimangono, credono in questa coltura e anche dal punto di vista economico c’è un ritorno importante».
Un segnale che assume un significato particolare proprio in occasione del quarantennale: il ficodindia diventa così non soltanto memoria e tradizione, ma anche lavoro, impresa e prospettiva per le nuove generazioni.
A ripercorrere la crescita del comparto durante la presentazione è stato anche l’agronomo Ficarello, che da decenni segue questa produzione. Nel suo intervento ha ricordato la progressiva trasformazione delle coltivazioni in impianti specializzati e la capacità della filiera di richiamare, soprattutto nel periodo della raccolta, numerosi lavoratori anche dai territori vicini.
Un altro passaggio fondamentale è stato il riconoscimento della DOP. Il percorso, avviato nel 2003 da un gruppo di produttori insieme ai tecnici, si è concluso nel 2012. Un riconoscimento importante per tutelare l’origine e la qualità del prodotto, ma anche uno strumento sul quale continuare a lavorare per rafforzarne la commercializzazione e la presenza sui mercati.
La quarantesima Sagra racconterà questa realtà partendo naturalmente dal gusto. Tra gli appuntamenti è previsto “Spine di Gusto – Young Chef Contest”, dedicato ai giovani chef e con Ciccio Sultano alla presidenza della giuria. Spazio anche alla Fico Food Experience, alle degustazioni, agli show cooking e ai momenti dedicati alla scoperta delle diverse possibilità di utilizzo e trasformazione del frutto.
Non mancheranno gli approfondimenti sulla DOP e sulle prospettive della filiera, insieme alle iniziative per conoscere il territorio, agli spettacoli e agli appuntamenti di intrattenimento. A chiudere la manifestazione sarà il concerto dei Cugini di Campagna.
Dopo quarant’anni, dunque, la Sagra racconta una storia che non si ferma alla tradizione. Il futuro di San Cono passa anche dai suoi campi e dai giovani che scelgono di restare, investire e trasformare una coltura profondamente legata alla terra in un’opportunità di lavoro e sviluppo.
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Photogallery Conferenza Stampa presentazione 40° Sagra




