Un’immagine da un lato, un’altra sul retro. Per scoprire le opere di Ziganoi bisogna muoversi, attraversare lo spazio e continuare a guardare. È da questo invito alla scoperta che prende forma «Luce di Palermo», inaugurata il 24 ottobre nella chiesa dei Santi Crispino e Crispiniano, in vicolo San Michele Arcangelo.
L’esposizione, patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo, mette in relazione l’arte contemporanea con l’architettura storica della chiesa. Grandi superfici dipinte, sospese e trasparenti, accompagnano il pubblico in un’esperienza in cui il colore cambia con il punto di osservazione e ciò che appare non esaurisce mai il racconto.
Per l’artista, il titolo racchiude un doppio significato: la luce della città e quella che ciascuno custodisce dentro di sé. Due dimensioni legate dalla presenza umana, perché sono le persone a costruire l’identità dei luoghi. Palermo, con le sue ferite e la capacità di rialzarsi, diventa così il punto di partenza di una riflessione sulla possibilità di ritrovare bellezza e immaginare un futuro migliore.
«Pensi di aver visto l’opera, quindi pensi di avere la conoscenza, ma la conoscenza non finisce mai», racconta Ziganoi. Sull’altro lato del telo c’è infatti una nuova immagine, che suscita sensazioni ed emozioni diverse. Guardare diventa un esercizio di curiosità, un modo per andare oltre la prima impressione e accogliere altri punti di vista.
Il giornalista Fabio Lo Bono, curatore della mostra, richiama soprattutto il ruolo delle ombre, parte essenziale del linguaggio dell’autore: «La sua arte diventa luce attraverso le ombre». Una lettura che lega i dipinti alla storia millenaria di Palermo, alle culture che l’hanno attraversata e alle tracce che continuano a convivere nel suo paesaggio.
Anche il luogo partecipa a questo dialogo. Le opere incontrano gli elementi architettonici della chiesa, offrendo al visitatore un’occasione per riscoprirli. Per Lo Bono, l’allestimento restituisce la maturità di un artista che affida al colore la propria sensibilità e il desiderio di comunicare emozioni.
Ziganoi, pseudonimo di un artista nato nel 1959 e residente a Palermo, ha lavorato per diversi anni nella ricerca all’Università del capoluogo siciliano. La pittura è nata come una pausa dal quotidiano, in un garage diventato spazio creativo. Nel corso di tre decenni, la sua produzione è passata dalle figure femminili e dalla natura a una ricerca più essenziale, nella quale il colore ha assunto un ruolo centrale.
VIDEO https://youtu.be/2dd5U1QQ1so
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