Una villetta nel cuore di Milano accoglie otto donne con esperienze diverse e un progetto comune: abitare insieme e sostenersi nella vita quotidiana. È lo scenario di «Otto ragazze», il nuovo romanzo di Aurora Tamigio, pubblicato da Feltrinelli e presentato, nella libreria di via Cavour, in dialogo con Caterina Pusateri.
Nata nel capoluogo siciliano e cresciuta a Milano, l’autrice torna a esplorare le relazioni femminili dopo il successo di «Il cognome delle donne», vincitore del Premio Bancarella 2024. Questa volta l’attenzione si sposta sulle parentele scelte e sulla possibilità di trovare un senso di appartenenza anche al di fuori della famiglia d’origine.
La storia prende forma a Villa Debora, dove Sara avvia un’esperienza di condivisione insieme alla figlia quattordicenne Argenta. Tra le ospiti arrivano Valeria, in fuga da un marito violento, e sua figlia Adele. Le due adolescenti, inizialmente distanti per carattere, diventano sempre più complici. Intorno a loro, tra lavoro, cucina e cura dell’orto, si costruisce un equilibrio che dovrà fare i conti con contrasti e aspettative diverse.
A raccontare tutto è proprio l’abitazione. «Ho pensato che per raccontare questa storia la migliore narratrice possibile fosse proprio la casa che ospitava questo esperimento», ha spiegato Tamigio alla nostra redazione.
Attraverso l’amicizia e il confronto fra madri e figlie, il libro apre una riflessione sulle tante forme dello stare insieme. Per la scrittrice, queste realtà appartengono già al presente e possono offrire nuove prospettive accanto al modello tradizionale. «Mi piacerebbe che si riflettesse sulle relazioni tra persone», ha sottolineato: il cuore di un racconto in cui diventare famiglia significa anche imparare a scegliersi.
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