Per i due giovani Pietro Pardi e Ciro Alfano, studenti dell’IPSSEOA Pietro Piazza di Palermo: medaglia d’oro ai Campionati della Cucina Italiana 2026, nel Contest “Ragazzi Speciali”. Un traguardo che nasce tra i banchi di scuola e arriva fino a Rimini.
Sul palco non c’erano solo fornelli e ingredienti. C’erano sogni, mani che tremano prima di iniziare e sguardi che cercano fiducia. Perché questo contest non parla soltanto di tecnica o di impiattamenti perfetti. Parla di inclusione, di collaborazione, di abbattimento delle barriere. Parla di ragazzi che si sostengono e dimostrano che la cucina può essere uno spazio dove tutti hanno il diritto di brillare.
A guidarli in questo percorso il Coach Chef Executive Rosario Picone, insieme alla professoressa Rosalia Pagano. Presenze fondamentali, punti di riferimento sicuri. Non solo insegnanti, ma guide capaci di trasformare una gara in un momento di crescita vera. Dietro ogni gesto preciso, dietro ogni scelta, c’era il lavoro silenzioso fatto insieme nei laboratori della scuola.
Il piatto presentato dai ragazzi racconta la loro terra già dal nome: “Polpo al sapore del Mare di Sicilia con finocchetto selvatico”. Una ricetta che profuma di costa, di vento salmastro, di tradizione. Il polpo, tenero e saporito, richiama il mare siciliano. Il finocchetto selvatico aggiunge quel profumo intenso e fresco che ricorda le campagne dell’isola. È l’incontro tra mare e terra, tra semplicità e carattere.
L’ispirazione parte da un grande classico della tradizione italiana: polpo e patate. Un piatto antico, nato come ricetta semplice e popolare, ma capace ancora oggi di emozionare. Pochi ingredienti, ma scelti con cura. Un equilibrio delicato tra morbidezza, freschezza e profumo. È la dimostrazione che non servono cose complicate per lasciare il segno: serve rispetto per la materia prima e amore per quello che si fa.
Per Pietro e Ciro questa non è stata soltanto una competizione. È stata una prova di carattere. È stata la consapevolezza di poter rappresentare Palermo su un palcoscenico nazionale. È stato imparare a fidarsi l’uno dell’altro, a gestire l’emozione, a trasformare la tensione in concentrazione.
La partecipazione al Contest “Ragazzi Speciali” dimostra che la cucina può essere uno strumento potente di inclusione. Questa è la vera vittoria.







