Una passeggiata tra i vicoli fioriti, una visita alle chiese e poi una sosta a tavola, prima di avventurarsi sui sentieri delle Madonie. Geraci Siculo si racconta attraverso il suo patrimonio artistico e naturale, ma anche nei gesti degli abitanti che curano il paese e custodiscono le tradizioni.
A guidarci nella scoperta è Luigi Luppa, sindaco di Geraci Siculo, intervistato in uno degli angoli fioriti del centro storico. Nel cuore del Parco delle Madonie, in provincia di Palermo, il paese è tra i Borghi più belli d’Italia e conserva un’identità profondamente legata alla montagna.
«Ogni anno il Comune promuove un concorso dedicato a balconi, vicoli e strade in fiore», spiega Luppa. Un’iniziativa che coinvolge i cittadini nell’abbellimento degli spazi, trasformando la cura quotidiana di un ingresso o di un balcone in un contributo all’accoglienza dell’intero borgo.
Geraci aderisce all’associazione dei Comuni Fioriti e propone un circuito cittadino, indicato su una mappa, che accompagna i visitatori tra questi scorci. Un percorso da seguire con calma, lasciandosi guidare dai colori e dalla curiosità di scoprire ciò che si trova dietro l’angolo.
La passeggiata si intreccia con la visita alle chiese e ai monumenti del paese medievale. Il sindaco richiama, in particolare, le opere dei Gagini e dello Zoppo di Gangi, parte di un patrimonio che offre agli appassionati d’arte ulteriori occasioni di scoperta.
Oltre il centro abitato, il paesaggio invita a proseguire sulle montagne. Gli itinerari naturalistici permettono di alternare la visita del borgo al trekking e alle escursioni in bicicletta. «Abbiamo la possibilità di offrire un bel fine settimana», sottolinea Luppa, mettendo insieme arte, passeggiate tra i vicoli e attività all’aria aperta.
Nel suo racconto trova spazio anche l’acqua oligominerale, una delle risorse del territorio. Agricoltura e zootecnia mantengono un ruolo importante nella vita locale e il loro legame con la comunità emerge con chiarezza nella cucina, espressione della tradizione pastorale e contadina.
Nei ristoranti si possono gustare i “sasizzunedda ca addauro”, salsicciotti di carne tritata avvolti in foglie di alloro e cotti sulla brace. Una preparazione semplice, nella quale il profumo delle foglie accompagna la cottura della carne. Tra le specialità c’è anche il capretto al forno con contorno di patate, piatto che richiama le consuetudini della cucina di famiglia.
A raccontare il territorio è poi “a pittrina ca fasola”, castrato al sugo con la fagiola verde locale. La ricetta richiede pazienza: la carne viene rosolata lentamente in un tegame con olio e cipolla tritata, prima di aggiungere passata di pomodoro ed estratto. Dopo aver salato, pepato e coperto con acqua, si lascia cuocere a fiamma bassa per circa un’ora e mezza.
Si uniscono quindi la fagiola e, a piacere, le patate tagliate a pezzi, proseguendo la cottura per almeno un’altra mezz’ora. Qualche foglia fresca di basilico, aggiunta poco prima del termine, completa la preparazione. Il piatto si serve caldo e il sugo può essere utilizzato anche per condire la pasta.
Tra una visita e un assaggio, Geraci offre così l’occasione di conoscere una Sicilia di montagna, fatta di paesaggi, lavoro e relazioni.
VIDEO https://youtu.be/foummr2br-c
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