Dal 3 al 5 febbraio 2026 Catania celebra la sua patrona, Sant’Agata, con una festa che unisce fede, tradizione e vita quotidiana. In questi giorni la città rallenta e si ritrova: le strade si riempiono di persone, silenzi, attese e gesti antichi che si ripetono da secoli.
La festa nasce dalla storia di Agata, una giovane donna vissuta nel III secolo che scelse di restare fedele alla propria fede anche a costo della vita. Dopo il suo martirio, il popolo di Catania iniziò a sentirla come una presenza vicina, una protettrice. Nel tempo, soprattutto dopo che una sua reliquia fu portata in processione e la lava dell’Etna si fermò, la devozione crebbe sempre di più. Da allora Sant’Agata è vista come una madre che protegge la città nei momenti difficili.
Il cuore della festa è la Cattedrale di Sant’Agata, in Piazza Duomo, principale luogo di incontro. Da qui parte la grande processione con il fercolo che custodisce le reliquie della Santa, accompagnato da migliaia di persone che camminano lentamente, spesso in silenzio, ognuna con il proprio motivo nel cuore.
Il 3 febbraio è il giorno dell’attesa, con l’uscita delle candelore e i primi momenti condivisi.
Il 4 febbraio è il centro della festa: la processione attraversa le vie storiche come Via Etnea, Via Vittorio Emanuele II, Via Crociferi e Piazza Stesicoro, tra attese lunghe, emozione e partecipazione profonda.
Il 5 febbraio la Santa continua il suo cammino fino al rientro in Cattedrale, passando anche dal Castello Ursino, e la festa si conclude tra stanchezza, applausi e fuochi d’artificio.