Sette voci, nessuno strumento e un repertorio che ha attraversato alcune delle pagine più amate della canzone italiana. I SeiOttavi sono tornati a Partanna per il secondo anno consecutivo, protagonisti nell’Area archeologica di Contrada Stretto nell’ambito del Festival Musiche e Parole.
Con “inCanto d’autore” il gruppo ha proposto un viaggio a cappella tra brani e atmosfere legati soprattutto ai cantautori italiani degli anni Settanta e Ottanta. Un concerto costruito interamente sulla forza delle voci, capaci di fondersi fino a creare l’effetto di una vera orchestra.
Per l’ensemble siciliano è stato anche un ritorno in un luogo che aveva già lasciato un segno nella precedente edizione della rassegna.
«Siamo stati invitati per il secondo anno consecutivo – ha raccontato Massimo Sigillò Massara, fondatore dei SeiOttavi –. Lo scorso anno avevamo partecipato con grande entusiasmo e quest’anno siamo tornati con una proposta diversa, pensata proprio per questa nuova occasione».
La scelta è caduta su un repertorio più vicino alla canzone d’autore e a quelle musiche che hanno accompagnato la crescita di più generazioni.
«Sono autori che hanno segnato gli anni Settanta e Ottanta e che fanno parte anche della nostra storia. Tornare qui con questo programma per noi è stato molto bello».
A rendere particolare la serata anche il fascino di Contrada Stretto. «Questo luogo ha un’aura speciale – ha aggiunto Massara –. Cantare in posti così dà qualcosa in più anche a chi sta sul palco».
Il 2026 coincide inoltre con un traguardo importante per i SeiOttavi, che festeggiano vent’anni di attività. Un gruppo formato da artisti siciliani provenienti da realtà diverse, ma uniti da una stessa idea di musica.
«Siamo molto eterogenei, così come lo sono le nostre voci. Ma quando cantiamo tutto si unisce in un’unica armonia. È un’orchestra fatta soltanto di voci».
Ed è proprio questa la cifra del gruppo: intrecci vocali, ritmo, timbri differenti e arrangiamenti che danno nuova forma a brani conosciuti, senza ricorrere ad alcuno strumento.
La serata ha confermato ancora una volta il legame tra musica e patrimonio culturale che caratterizza il Festival Musiche e Parole, capace di trasformare l’Area archeologica di Contrada Stretto in uno spazio di incontro tra spettacolo, memoria e territorio.
Un plauso alla direzione artistica di Daniele Ficola, per la cura e la qualità della rassegna.
Il Festival è ideato dalla Fondazione Sebastiano Tusa, con gli incontri curati da Valeria Li Vigni, ed è realizzato dal Comune di Partanna con il sostegno del Libero Consorzio Comunale di Trapani.
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