Come cambiano le abitudini dei viaggiatori e quali opportunità si aprono per chi accoglie e promuove una destinazione? Queste domande hanno accompagnato le celebrazioni della Giornata Mondiale del Turismo 2026, che si sono svolte a Palermo dal 25 al 27 settembre. L’appuntamento, organizzato per il nono anno consecutivo da Logos srl Comunicazione e Immagine, ha coinvolto per la prima volta l’ateneo palermitano.
«Abbiamo voluto parlare di turismo articolando il programma in tre giornate diverse», ha spiegato Toti Piscopo, CEO di Logos. Il percorso è partito dall’università, scelta come «luogo simbolo della cultura e del sapere», ed è proseguito al Marina Convention Center con i confronti sulle trasformazioni del settore.
La domenica è stata pensata come una festa aperta alla città. «Abbiamo invitato tutti, perché la Giornata Mondiale del Turismo è una festa e tale deve essere», ha sottolineato Piscopo, richiamando un significato che supera la dimensione economica. «La civiltà del viaggio è un tema che deve riguardare tutti», ha aggiunto, indicandola come occasione di crescita umana e sociale delle comunità. In questa prospettiva, particolare attenzione è stata riservata ai 391 comuni siciliani, definiti da Piscopo «perle di questa splendida collana che si chiama Sicilia»: un patrimonio diffuso di luoghi, cultura e relazioni da far conoscere.
A spiegare l’evoluzione delle scelte dei visitatori è stato Francesco Passantino, consulente di Logos srl. «Oggi il turista non chiede più a un motore di ricerca dove andare, ma a un’intelligenza artificiale di progettare un viaggio», ha osservato. Per musei, alberghi e operatori diventa quindi importante comparire tra i suggerimenti proposti. Un obiettivo che, secondo Passantino, richiede attenzione alla reputazione e alle informazioni presenti sulle diverse piattaforme online.
Sul ruolo di chi racconta le destinazioni è intervenuto Gualtiero Sanfilippo, content creator, che ha interpretato l’invito alla manifestazione come un riconoscimento della professione. Ha inoltre richiamato l’importanza di un decalogo che orienti verso una divulgazione consapevole, in un’attività aperta a tutti ma che richiede responsabilità. «Evitare le cartoline patinate dei luoghi, raccontarne il contesto, le storie, anche le contraddizioni», è stato il suo consiglio. Un invito a scegliere con cura cosa mostrare e come farlo, incoraggiando un modo di viaggiare capace di rispettare le persone e gli spazi che le accolgono.
VIDEO https://youtu.be/VgUkuRixpoc