L’inizio della settimana è stato difficile per le Borse europee, partite all’insegna del nervosismo. A pesare è soprattutto il clima di incertezza internazionale, alimentato dalle dichiarazioni sempre più dure di Donald Trump, che ha riacceso l’attenzione sia sulla questione della Groenlandia sia sul possibile ritorno dei dazi commerciali. Quando il quadro globale appare instabile, gli investitori tendono a muoversi con cautela, e questo si riflette subito sui mercati.

Tutti i principali listini del Vecchio Continente hanno chiuso in negativo. Milano ha perso l’1,32%, Francoforte ha registrato un calo simile, mentre Parigi è stata la peggiore, arrivando a sfiorare il -1,8%. A Piazza Affari sono stati soprattutto i titoli industriali a soffrire. In forte calo STMicroelectronics, che ha lasciato sul terreno quasi il 5%. Debole anche il settore energetico e quello bancario, con una sola eccezione: Monte dei Paschi di Siena, sostenuta dalle numerose indiscrezioni che la riguardano in questi giorni.

In controtendenza il comparto della difesa. Leonardo ha chiuso in netto rialzo, seguendo un trend positivo che ha coinvolto tutto il settore a livello europeo. Bene anche Rheinmetall a Francoforte e Thales a Parigi, entrambe in crescita di oltre l’1%. In momenti di tensione internazionale, molti investitori considerano la difesa un’area più “protetta”.
Wall Street è rimasta chiusa per festività, in occasione del Martin Luther King Day, ma lo sguardo è già rivolto alla riapertura di domani. I futures indicano una partenza negativa, soprattutto per il Nasdaq, segno che le preoccupazioni non riguardano solo l’Europa.