Un concerto costruito istante dopo istante, dove ogni nota nasce dall’ispirazione del momento. All’Area archeologica di Contrada Stretto di Partanna, Danilo Rea ha portato in scena “Carta Bianca”, regalando al pubblico del Festival “Musiche e Parole”, ideato dalla Fondazione Sebastiano Tusa con la direzione artistica di Daniele Ficola, un’esperienza musicale intensa e irripetibile.
Per oltre un’ora il maestro del pianoforte ha attraversato un repertorio senza confini – da Puccini a Ennio Morricone, dai Beatles a Lucio Battisti, passando per Pino Daniele, Riccardo Cocciante, Claudio Baglioni, Gino Paoli, Mina e Fabrizio De André – reinterpretando ogni brano attraverso la magia dell’improvvisazione.
«Mi siedo al pianoforte senza sapere con quale brano inizierò. Comincia così un lungo viaggio insieme a chi mi ascolta», racconta Rea. «Ogni melodia rappresenta un ricordo diverso per ciascuno di noi. La musica è un linguaggio universale, capace di far riaffiorare emozioni che sembravano dimenticate».
L’improvvisazione è il cuore del suo modo di fare musica. «Spesso non mi fermo nemmeno tra un brano e l’altro. Li collego seguendo una regia istantanea. È questo, per me, il vero spirito del jazz: la libertà di creare nel momento».
Il pianista racconta la magia di “Carta Bianca” e il fascino di suonare in uno dei luoghi più suggestivi della Sicilia.
VIDEO https://youtu.be/wZt_DnbnEUY
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