Non è soltanto una processione, ma una tradizione che attraversa i secoli e racconta il profondo legame di Messina con la propria identità. Nel 2026 ricorrono cento anni dalla ripresa della Vara, che nel 1926 tornò tra le vie cittadine dopo la lunga interruzione seguita al devastante terremoto del 28 dicembre 1908.
Le sue origini sono molto più lontane e risalgono al XVI secolo. Una delle prime testimonianze è legata all’arrivo dell’imperatore Carlo V nel 1535. Da allora la grande macchina votiva ha attraversato epoche e generazioni, diventando uno dei simboli dell’Assunzione della Vergine Maria, celebrata ogni anno il 15 agosto.
La struttura si sviluppa verticalmente in una grande rappresentazione dell’Assunzione. Alla base è raffigurata la Dormitio Virginis, circondata dagli Apostoli; più in alto si susseguono figure angeliche, il Sole e la Luna, fino a raggiungere Cristo e Maria Assunta.

Un ruolo centrale è affidato ai tiratori, protagonisti della partecipazione popolare. Sono oltre mille e, secondo la tradizione, indossano abiti bianchi con una fascia azzurra ai fianchi e procedono a piedi nudi. Disposti lungo le grandi corde, trascinano insieme la pesante macchina votiva al grido di “Viva Maria”. Il loro movimento deve essere coordinato con quello di capicorda, timonieri e vogatori, che contribuiscono a guidare la Vara lungo il percorso. Un gesto collettivo tramandato nel tempo, che rappresenta uno dei momenti più intensi della celebrazione.
Il terremoto del 1908 segnò una drammatica interruzione. Gran parte del patrimonio urbano venne distrutto e anche questo antico rito si fermò. Bisognò attendere diciotto anni per rivederlo lungo le strade. Nel 1926 la ripresa assunse un significato che andava oltre la tradizione religiosa: diventò uno dei segni di una Messina che, dopo la tragedia, stava ricostruendo se stessa.
È questo il senso del Centenario del 2026. Non si celebrano i cento anni dalla nascita della Vara, che vanta quasi cinque secoli di storia, ma un secolo dalla sua ripresa dopo una delle pagine più dolorose vissute dalla comunità messinese.
Le celebrazioni entrano nel vivo dall’11 al 15 agosto con un programma tra momenti religiosi, musica e tradizioni popolari. L’11 agosto è prevista la celebrazione eucaristica con i tiratori, accompagnata da un concerto bandistico. Il 12 agosto spazio a “Popoli in Festa”, dedicato all’incontro tra culture e alle tradizioni popolari.
Il 13 agosto sarà la volta di “Folk in Fest sotto i Giganti” e della Notte Bianca del Complesso Monumentale della Basilica Cattedrale. Una data dal particolare valore storico, perché coincide con l’anniversario della riconsacrazione del Duomo, avvenuta nel 1947 dopo la ricostruzione.
Il programma culminerà il 15 agosto, solennità dell’Assunzione. Alle 18.30 la grande macchina votiva attraverserà le vie di Messina, trascinata dai tiratori e accompagnata da cittadini e visitatori. A chiudere la giornata, alle 23, sarà lo spettacolo pirotecnico.